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Radda in Chianti

Radda in Chianti

Radda in Chianti

Il nome “Ratta” compare per la prima volta in un documento storico del 1003. Già nel 1100 Radda è il centro più popolato e importante della zona. Divenuta parte integrante della “Lega del Chianti”, sistema di controllo e di difesa del territorio fiorentino, Radda nel 1384 è sede del Podestà.

Il Palazzo del Podestà, oggi sede del Comune, è un esempio di architettura minore fiorentina del quattrocento. Nell’agosto del 1478 le truppe aragonesi-pontificie distrussero il Castello di Radda e con esso la casa del Podestà. La riedificazione ebbe inizio nel 1484 e terminò nel 1489. L’originaria costruzione quattrocentesca fu restaurata nel 1557 con lavori di manutenzione al tetto e alla terrazza. L’attuale struttura è dovuta ai lavori avvenuti intorno al 1770. In quell’occasione fu ampliato il volume dell’edificio con l’aggiunta del secondo piano, la costituzione dell’ala delle carceri, il cortile e la casa del carceriere. Nel 1873 fu inserito nel corpo della facciata l’orologio fabbricato a Rocca San Casciano da Agostino Cavina.

Per più di quattro secoli il palazzo fu dunque il luogo deputato all’amministrazione della giustizia per le comunità del Chianti. A terra vi erano le quattro carceri maschili, al primo piano era posta la sala del Vicario Regio, mentre al terzo vi erano gli archivi. L’unica cella destinata alle donne fu invece ricavata in strutture interne dell’edificio principale. Le celle, dotate di impiantito di mattoni, intonacate e tinteggiate, erano dotate di doppie porte d’ingresso e inferiate poste ad una unica finestra. All’interno vi era un contenitore per riporre il “bugliolo”, una luce a candela e un letto costituito con tavole, coperto da un materasso vegetale detto “saccone”. Le carceri hanno ospitato reclusi a vario titolo fino al 1944.

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